Il car market sta andando nella direzione inquietante dove il lavoro di designer e ingegneri verrà sempre più limitato dall’Intelligenza Artificiale.
Il mondo dei motori reale sembra andare nella stessa identica direzione di quello digitale. Scompaiono posti di lavoro per programmatori, traduttori, giornalisti in favore dell’IA. Una rivoluzione silenziosa che sta mietendo vittime anche nell’industria delle due e quattro ruote. La tendenza delle Case costruttrici è quella di risparmiare più possibile. Assoldano personale per lavorare sui progetti che un domani sempre più vicino verranno portati avanti da un cervellone. L’entità superiore conoscerà realmente i gusti degli automobilisti a tal punto da creare lo stile del futuro?

A giudicare dagli ultimi rumor sarà proprio l’IA a disegnare le tendenze di domani. Una storia triste e che vede sempre meno protagonisti in carne e ossa nella posizione di poter aver un impatto in un mondo sempre più omologato. La globalizzazione del mercato sembra andare persino nella direzione della standardizzazione virtuale. Chi ci guadagna? Magari nuovi colossi cinesi o marchi emergenti di Paesi in via di sviluppo, tuttavia la nostra realtà ha creato arte.
Le grandi firme non moriranno ma come nasceranno nuovi talenti in questo contesto? In un mondo dove tutte le auto sono simili tra loro, c’è una novità che non lascia tranquilli. Citroen, Geely e MG rappresentano approcci distinti, eppure condividono la sfida di preservare una identità. Nei centri stile della casa francese, i sistemi di intelligenza artificiale sono rigorosamente isolati dalla rete globale.
L’ammissione del designer Citroen
Pierre Leclercq, direttore del design di Citroen, ha annunciato: “Sei tu ad alimentare l’IA, e i risultati sono tuoi. Il collega nella stanza accanto otterrà risultati completamente diversi”. Questo approccio protegge la proprietà intellettuale e garantisce che la creatività umana, ma il risultato sul computer è sempre condizionato dall’IA.
Flavien Dachet, responsabile creativo del gruppo cinese, ha dichiarato che oramai i render sono frutto di un dialogo continuo tra uomo e macchina. L’algoritmo propone, il designer interviene, affina, corregge. MG, con il noto specialista Jozef Kaban protagonista, ha spiegato che l’algoritmo può suggerire, ma è il designer a scegliere, filtrare e perfezionare. Il rischio, avverte Kaban, è che l’automazione prenda il sopravvento, e vi ricorda per caso un film? Beh in Terminator la storia non è andata a finire alla grande. I designer si stanno allontanando dalla manualità del disegno e da un proprio linguaggio visivo, quindi non ci sarà da meravigliarsi per auto tutte uguali.





